Summary

In una Sicilia distopica, una ragazzina di tredici anni parte alla ricerca del fratellino rapito. Decimata da un virus che uccide solo gli adulti, l'isola è percorsa da selvagge orde di ragazzini e cani randagi. Se a guidare Anna in questa terra devastata, tra centri commerciali fumanti e città abbandonate, è il quaderno "delle cose importanti" in cui la mamma le ha scritto le istruzioni per sopravvivere, ad accompagnarla nel viaggio è un bianco maremmano dalle sette vite e una tenace e incorruttibile speranza di salvezza.
©2015 Niccolò Ammaniti (P)2018 Emons Italia S.r.l.
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Customer Reviews

Most Helpful
5 out of 5 stars
By Blind Girl on 19-03-18

Sempre le donne

Dopo “Che la festa cominci!” pensavo che Ammaniti ha toccato il fondo. Un romanzo di poco valore dove i tratti adolescenteggianti dell’autore (sempre presenti!) sono in massimo rilievo. Un fantasticare violento senza capo nè coda, ecco.

“Anna” l’ho letto una settimana dopo la sua apparizione in libreria. Sono uno che sempre dà nuovi chance. Da allora in poi ho comprato e regalato vari esemplari del libro ai miei familiari e conoscenti. Ammaniti ha toccato la cima. Riguardo al quale tutto ciò che avesse scritto prima erano bozze mal riuscite. Perchè è questo il mondo dove Ammaniti si sente in agio perfetto: un’isola popolato esclusivamente di bambini. Gli adulti non sono altro che una reminiscenza lontanissima, astratta, forse mai esistita. Anche se Anna, eroina e divinità si comporta quasi sempre in modo adultissimo e decide maturo e responsabile. A “coming of age” splendido e deprimente che ci conduce al nulla. Come un qualsiasi gradevole romanzo post-apocalittico. A pensarci bene, qualcosa del genere aspettavo da lungo anche da parte di un’autore italiano. Sono felice che lo abbia scritto proprio Niccolò.

Naturalmente il romanzo è stracolmo di dettagli superflui e storielle che meritano un paragrafo anzicchè dieci pagine. Ammaniti si diletta nel descrivere il male e perchè il suo spirito è in fondo quello di uno sbarbatello, non è capace di indietreggiarsi una volta dentro una storia, di rilevanza minimissima che fosse. “Anna” è sorprendentemente sodo anche con questi ghirigori. Forse un’editore bravo aveva i coglioni di suggerire cambiamenti leggeri. Io ne taglierei ancora 50 pagine e il romanzo sarebbe perfetto. Ma funziona anche così.

La violenza, le decisioni improbabilmente scervellate dei personaggi, l’immaturità generale di tutti e il caos come risposta a ogni problema che sono atteggiamenti tipici presso Ammaniti qui fanno senso. I bambini hanno diritto di comportarsi da bambino. L’età adulta è un morbo letale. All’isola dei ragazzi una fanciulla di undici anni è ormai una vecchia strega. Messaggi pesanti e profondi a ogni pagina. Ammaniti ha finalmente trovato la scena perfetta per spiegare la sua filosofia (apocalittica dall’inizio) e gli attori adatti a farsi capire nel modo migliore. A dir il vero non so che cosa aspettare di più dall’autore nell’avvenire. Meglio di “Anna” non scriverà di sicuro.

La narratrice non era coinvolta. L’ha letta sì, anche bene, ma non ci sentivo che capisse o giovasse il testo. Sono sicuro che i perfetti narratori per Ammaniti sono sempre i maschi. Come anche i perfetti lettori, siamo sinceri...

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